Donne, madri e compagne
Ci sono donne che sono pessime compagne ed ottime governanti, ma non lo sanno.
Ci sono donne che sono ottime madri, ottime governanti, pessime compagne, ma non lo sanno.
Casa linda, profumo di sugo, odore di bucato, bambini gioviali in braccio alla tv.
Ci sono molte coppie che si uniscono per disunirsi quando la donna si elegge a regina della casa.
Ci sono donne che vivono per avere una propria casa ed un compagno che gliela dia.
Ci sono donne che vivono nell'attesa di avere una casa, almeno un figlio ed un compagno che glielo dia.
Madre, madre natura ha si dato il dono dell'utero, ma non quello di essere Madre.
Madre per dono divino, padre per l'occasione.
Ci sono donne che sono ottime governanti, ma pessime madri.
Poi un giorno scoprono la noia, la depressione, la voglia di evasione... dai figli, dal bucato, dal compagno non riconoscente, dalle camicie da stirare, da quel regno-prigione e allora... gli scappa l'amante e scoprono che il proprio compagno non è stato un ottimo compagno, ma solo il padre dei suoi figli.
E giù i pianti e giù la vittima e giù giù sull'amante.
L'amante oggi, l'amante domani e si riscopre il piacere dell'intrigo, del cuore che batte, del sesso vorace, e la vita che si veste di nuovo e così il bucato, i panni da stirare, la cera da passare, il salotto da spolverare, le tende da lavare... diventano noie da cacciare.
Ci sono donne che non sono governanti, che sanno che essere madri non è un dono naturale, né un diritto divino, ma sanno essere ottime compagne. Loro non avranno amanti, ma compagni con cui giocare.
Ci sono donne a cui si dovrebbe dare una casa di Barbie ed un bambolotto con cui giocare per sempre.
E non ti dico ti amo per non darti l'illusione dell'amore, ti chiedo pazienza e conoscenza, amicizia e sorrisi, di salire su di un treno preso a caso senza sapere dove scendere.
Non ti amo per non lasciare lacrime inutili, sono un uomo nudo, non porto lacci, ti dirò ti amo quando starò per morire, per lasciarti la certezza, un cuore negli occhi ed il passato nei ricordi.
Ora dimmi frasi sciolte mentre ascolti suoni e fiabe, perché ho bisogno di non pensare a ciò che desideri, di non vedere l'attesa nei tuoi occhi, di non avere certezze incerte di amori impalpabili.
Abbracciami e lasciati andare sui binari, nel vento, nel sole e nella pioggia.
Abbracciami pensando che sia l'ultimo abbraccio, l'ultimo respiro tra noi due, senza tristezza, senza dolore, col sorriso e la leggerezza di un bimbo davanti ad un regalo.
Abbracciami e lasciati andare al suono delle note, al respiro del cuore, alle carezze delle mani, perché oggi non è il domani e il domani potrà non essere oggi.





